Premio "Maurizio Zangarini" - III edizione
L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dedica alla memoria di Maurizio Zangarini un premio annuale, con il sostegno di Cierre edizioni, Aned, Anpi (sezione provinciale di Verona), Anppia Verona, Cgil, Le radici dei diritti e la collaborazione della Società Letteraria.
Maurizio Zangarini (1951-2023) è stato l’autore di importanti ricerche sulla storia politica e sociale di Verona che hanno permesso di fare luce su tornanti e stagioni cruciali dell’età contemporanea. Massimo studioso della Resistenza veronese, gli interessi di Zangarini hanno riguardato anche l’epoca fascista e i primi anni dell’Italia repubblicana. La sua produzione è estremamente ricca. Ricordiamo, tra i suo scritti, «Politica e società a Verona in epoca fascista. Studi e ricerche» (1986), «La voce dei partiti. Le conversazioni politiche di Radio Verona. Ottobre 1945-aprile 1946» (2003) e «Storia della Resistenza veronese» (2012, con una seconda edizione aggiornata nel 2019), tutti testi apparsi per i tipi di Cierre. È inoltre l’autore della sezione dedicata all’età contemporanea del volume «Storia di Verona. Dall’antichità all’età contemporanea», a cura di Gian Paolo Romagnani (2021).
Zangarini è stato un’importante personalità pubblica di Verona: dopo diversi anni come professore nelle scuole secondarie, è diventato ricercatore universitario presso l’Ateneo scaligero, dove ha insegnato Storia contemporanea, nel mentre è stato direttore e poi presidente dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, realtà che ha fondato nel 1986.
Il premio consiste nella pubblicazione di una ricerca originale – che non ha dunque ancora trovato una collocazione editoriale – la quale confluirà nella collana Nordest della casa editrice Cierre. Tale ricerca dovrà avere un taglio storico, politologico, antropologico e/o sociologico e dovrà trattare temi e snodi della Verona contemporanea (XIX, XX e/o XXI secolo). Non saranno escluse produzioni che analizzino il territorio veronese attraverso una scala d’analisi più ampia (regionale o nazionale), purché però il caso-studio veronese sia trattato in maniera adeguata ed esaustiva.
Il libro, stampato in una prima tiratura di 300 copie, sarà presentato dai soggetti proponenti il premio in diverse iniziative pubbliche, la prima della quale si svolgerà presso la sede della Società Letteraria. All’autore verranno consegnate in omaggio 10 copie, mentre le rimanenti verranno in parte affidate all’Istituto per la vendita diretta (i cui ricavi serviranno esclusivamente per il finanziamento delle successive edizioni del premio) e in parte immesse nel circuito commerciale librario tramite i canali di Cierre edizioni.
L’autore si impegnerà nella revisione editoriale del manoscritto che dovrà essere conforme alle norme redazionali della casa editrice e ridotto qualora superasse la soglia massima di 350 cartelle da 2000 battute ciascuna.
Per candidarsi al premio, è sufficiente inviare un’email a resistenzaverona@gmail.com con oggetto “Premio Maurizio Zangarini” allegando la propria ricerca originale scritta in lingua italiana, una breve descrizione del proprio percorso di studi (2000 battute max.), una fotocopia del documento di identità e riportando nel messaggio un recapito telefonico. La data di scadenza per partecipare è fissata al 31 gennaio 2027
Non sono previsti limiti di età per concorrere al premio, anche se a parità di giudizio, la commissione privilegerà il/la candidato/a più giovane.
La casa editrice si impegnerà entro la fine del 2027 a pubblicare la ricerca.
Edizioni passate
Titolo della ricerca: Banditi e ribelli: Renato Sandri, Giovanni Turra e la Resistenza nell’Alto Vicentino e in Lessinia
Autore: Francesco Zanni
Valutazione: Dopo attenta ed approfondita analisi dei lavori, presentati all’edizione 2026 del Premio Maurizio Zangarini, la commissione ha deliberato di assegnare il premio a Francesco Zanni, autore di una tesi magistrale dal titolo Banditi e ribelli: Renato Sandri, Giovanni Turra e la Resistenza nell’Alto Vicentino e in Lessinia, discussa nel 2025 all’Università di Padova, che ha già ottenuto la menzione speciale del premio Claudio Pavone, bandito nel 2025 dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Si tratta di una tesi magistrale – fondata su di un’ampia bibliografia e un approfondito sondaggio nelle fonti archivistiche vicentine e nazionali – relativa ad un tema in parte già studiato (la Resistenza nell’alto vicentino, la brigata Pasubio e la discussa figura di Marozin), ma qui affrontato in una prospettiva nuova, a partire da due profili di partigiani (Renato Sandri e Giovanni Turra) molto diversi fra loro e con materiale inedito. La tesi fa luce su numerosi aspetti della Resistenza fra Alto vicentino, Lessinia e Est veronese, riprendendo e sviluppando in maniera originale spunti che erano stati al centro delle ricerche di Maurizio Zangarini. Dopo un capitolo introduttivo sulla formazione dei giovani nell’Italia fascista, l’elaborato affronta le origini della Resistenza armata nel Vicentino e la nascita, dopo l’8 settembre 1943, delle prime formazioni partigiane come il distaccamento “Fratelli Bandiera” e il “Battaglione Danton”. Un capitolo intero è dedicato alla “Brigata Vicenza” e alla “Brigata Garemi” e all’azione di Giovanni Turra e Renato Sandri. Un approfondimento interessante riguarda l’operazione “Pauke-Timpano” dell’estate 1944 e i rapporti con la Missione Rye. Le vicende del comandante Marozin e della “Pasubio” fra Vicenza e Verona, e poi in Lombardia fino alla liberazione di Milano, sono oggetto di un esame attento che chiarisce ulteriormente le non poche ombre addensatesi sull’azione di quella discussa formazione partigiana. Il lavoro offre un serio contributo, attraverso uno scrupoloso confronto delle fonti, alla ricostruzione di una vicenda particolarmente controversa, quella appunto della brigata “Pasubio”, sia nel suo nascere e svilupparsi che nella crescente e via via più acuta conflittualità con la “Garemi” e al rapporto più che burrascoso con il CLN. In pari tempo esamina in dettaglio la relazione tra il comandante Marozin e Carlo Perucci, dirigente della missione RYE, nell’ambiguo convergere e distinguersi tra i due personaggi, animati da comuni interessi, ma anche da obiettivi sostanzialmente diversi. La dimensione della soggettività, d’altra parte, emerge come uno degli elementi caratterizzanti di questo lavoro, già a partire dalla scelta di seguire due profili biografici, e altri intorno a loro, che ben illustrano la varietà e la variabilità delle scelte personali, tutt’altro che riconducibili a schematiche etichettature e ben più spesso legate a relazioni individuali o a situazioni e necessità contingenti. Questo permette di restituire un quadro della vicenda resistenziale, anche se nello spazio di un territorio limitato, come un intreccio complesso di forze organizzate e di esperienze e motivazioni soggettive, utile a delineare un orizzonte più vicino al “mondo della vita”, pur senza pretendere di fornire un’interpretazione significativamente innovativa dell’evento storico nel suo complesso. La commissione ha valutato positivamente lo sforzo dell’autore di delineare un quadro critico della Resistenza a partire da due profili biografici, ma allargandolo ad un più ampio gruppo di combattenti. La commissione invita tuttavia l’autore a rivedere in maniera significativa l’elaborato, aggiornando le letture e ampliando la bibliografia di carattere generale e rivedendo alcuni approcci storiografici che appaiono piuttosto datati, dando maggior peso all’interpretazione e problematizzazione di alcuni nodi storici che nel testo appaiono sottotraccia. La commissione raccomanda all’autore di compiere un ulteriore sforzo per ‘trasformare’ la tesi magistrale in una monografia scientifica. Un attento riesame del testo dovrà portare infatti ad una sua sostanziale riscrittura, ripulendolo da tutte le imperfezioni sintattiche e lessicali ancora presenti in questa versione, rendendo più fluida la scrittura ed eliminando quelle locuzioni tipiche delle esercitazioni didattiche che in un saggio storico destinato alla pubblicazione non dovrebbero comparire”.
Titolo della ricerca: Alberto De’ Stefani. Vita di un uomo del regime
Autore: Giovanni Corcioni
Valutazione: La tesi di dottorato Alberto De’ Stefani. Vita di un uomo del regime si giova della consultazione di molteplici archivi, pubblici e privati e si distingue per un apparato di note, anche biografiche, puntuali e accurate. L’elaborato si dimostra capace di affrontare in maniera matura il profilo di un personaggio dalla rilevanza nazionale che, tuttavia, risultava fino a questo momento ancora poco studiato. La ricerca di Corcioni ha perciò il pregio di ricomporre un pezzo di storia della classe dirigente veronese e italiana fra Italia liberale e fascismo nonché di dialogare, seppur implicitamente, con temi che erano stati al centro delle ricerche di Maurizio Zangarini. Per quanto non priva di nodi tematici che necessiterebbero di un ulteriore approfondimento, la ricerca merita perciò di risultare vincitrice della I edizione del Premio Maurizio Zangarini.